Piccolo dialogo filosofico tra arzille vecchiette

010307_ANIMALI PICCIONI PICCIONE PIAZZA MAGGIORE FOTO GIORGIO BENVENUTI

Di fronte alla fermata Treves dell’autobus 21 ci sono due piccioni che giocano con un pezzo di pane raffermo. Uno, il più chiaro, becca il pane e lo lascia cadere, lo ribecca e lo lascia cadere ancora e così un bel po’ di volte, finché invece di sbriciolarlo e mangiarlo, lo lancia all’altro piccione. Questo, più scuro,  lo tiene nel becco, fa qualche passo in avanti, poi si ferma e  lo lancia in aria, lo riprende, lo rilancia e  poi  lo ripassa al chiaro che lo afferra e lo porta  via. Lo appoggia per terra, lo becca,  lo tira in aria, fa un salto e lo prende al volo. Il piccione scuro gli saltella intorno, aspettando il passaggio. Si divertono molto, sembra che giochino a pallone, con i passaggi, i palleggi, gli scarti e le testate incuranti dell’asfalto umido e della corsia preferenziale su cui beccheggiano allegri. Ma mentre saltellano in tondo intorno al pezzo di pane, arriva come un razzo una gazza bianca con la coda nera, ghermisce  il pane e vola via veloce, in verticale, col bottino nel becco. I due piccioni si guardano attorno, cercano il pezzo di pane per terra, si girano, saltellano, si allineano e rassegnati si avviano verso il marciapiede alla ricerca, forse, di altre briciole di pane.
Due arzille vecchiette di San Donato sedute sulla panchina della fermata commentano:
-Eh ban ban…che due ismiti”
-Già.
-Non sci scion mica accorti che la gazza li studiava da un pesso.”
-Mo che
-Non han neanche provato a riprenderselo
-Mo va là…
-Oh…Mo neanche provarci ad alzar la tescta
-Ah no eh….
-Vacca…potevano almeno  guardare sciù in alto
-Eh si…
-E poi adescio guardali,  con la coda tra le gambe…
-Oi…
-Oh, Vilma, scei di poche parole oggi
-Pensciavo ai piccioni…per il troppo giocare gli tocca digiunare
– …E la gazza che osserva mangia una caterva….
Scoppiano a ridere per la rima baciata composta là su due piedi e così, ridendo, salgono sull’89 che finalmente è arrivato a destinazione.
Io rimango lì con questo piccolo dialogo filosofico da arzilla vecchietta alla fermata dell’autobus 21 e penso: anche nella giungla metropolitana la natura ci insegna delle cose. Ma la metafora cercatela voi…

 

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