L’arzilla vecchietta e il palpeggiatore

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L’autobus 21 è pieno. Nel bisbiglio di fondo si sentono due assistenti sociali del Comune di Bologna lamentarsi delle troppe riunioni che sono costrette a fare e che impediscono loro di lavorare mentre nei posti riservati si avvicendano arzille vecchiette di San Donato a sciatte signore di mezza età. Nel bel mezzo di questa ordinaria mattinata feriale si sente una donna giovane che urla: “Ma cosa fa? Porco!” e una voce maschile che risponde: “Guardi che é lei che mi é venuta addosso!” Ne nasce un diverbio abbastanza violento. La ragazza sostiene che l’uomo la stesse palpeggiando, lui invece accusa lei e le dice che si sta lamentando solo perché non ha sortito nessuna reazione. Gli occhi sono tutti puntati su di loro ma nessuno interviene tranne l’ arzilla vecchietta di San Donato: “Una cosa così é successa anche a me e sa cosa ho fatto la volta dopo? Mentre lui ravanava sul mio sedere gli ho piantato un tacco nel piede e ho fatto così ” dice scuotendo i fianchi e le braccia come per ballare il twist. “È rimasto zitto e se n’é andato senza fiato. E zoppo”. Piccoli trucchi di sopravvivenza sull’autobus 21. Il palpeggiatore abbassa la testa, brontola qualcosa e va verso l’uscita mentre gli altri passeggeri hanno già calato lo sguardo sul cellulare a guardare chissà cosa, a chiamare chissà chi. Le assistenti sociali, purtroppo, erano già scese per andare di corsa a fare una riunione.

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