Viaggio un po’ schifoso sull’autobus 21 (che potrebbe anche far vomitare)


Sull’autobus 21, attaccato alla barra vicina ai sedili riservati, c’é un uomo di mezza età impegnato in un’accurata operazione di igiene orale e infatti in via Mondo si sente forte sull’autobus ancora vuoto, il rumore della sua lingua che tira via un residuo di cibo dai denti. Una povera donna  seduta esattamente sotto di lui, alza la testa per guardarlo e fargli notare l’inopportunità della cosa, ma lui guarda fuori indifferente e continua imperterrito. In via Serlio torna a fare lo stesso suono, non dopo aver tirato su col naso il catarro che gli é rimasto attaccato ai bronchi dalla notte appena passata. La donna scuote la testa, si immagina molecole di muco e saliva comporre un’invisibile nuvola verde che la avvolge ma non ha il coraggio di dire niente. Qualche giorno fa hanno accoltellato un uomo proprio sull’autobus 21, c’é una certa tensione in giro e a dire delle cose, non si sa mai cosa può succedere. Il tizio continua con la serie “Tutti i rumori possibili del cavo oro-faringeo” aggiungendo di volta in volta delle varianti: in piazza dell’Unità denti-naso-tosse; alla Stazione tosse-denti-naso, in via Amendola naso-denti-tosse. L’arzilla vecchietta di San Donato, seduta dietro la povera donna ormai chiusa a ostrica sul suo sedile, si rivolge all’uomo: “Scolti, vuole anche un po’ d’acqua per far dei gargarismi? Nella sua condizione dei sciacqui scion proprio consigliati sà?”  L’uomo, di cui non dirò né genere,  né razza, né religione per non passare per razzista, sta per dire si grazie poi capisce che non é il caso e si sposta verso il fondo dell’autobus alla ricerca di un posticino piú  riservato. “Oh, certe volte bisogna far così che lui lì l’aveva quasi scambiata per un lavandino” dice l’arzilla vecchietta alla donna, concentrata sulla respirazione profonda per fermare i conati di vomito. Intanto un coppoluto seduto su una  sedia riservata all’altezza di Piazza Malpighi fa uno schiocco così forte con la bocca che sembra abbia tirato via dalle gengive un ramo di pino e in via Andrea Costa un’altra tipetta piccolina seduta un po’ più in là, di cui non dirò né genere, né razza né religione per non essere razzista, un intero bosco. Cosa succede? È per la crisi che la gente va meno dai dentisti, é maleducazione di ritorno, trasversale per genere, razza e religione o ci son dei giorni che ci fissiamo su delle cose e vediamo solo quelle, anche se ci fanno schifo?

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