La dea delle arzille vecchiette 

E insomma, mi tocca raccontare. Intanto, l’agitazione. Mi avevano garantito che ero in un contenitore dove si parlava di internet perché pare che oggi fosse l’anniversario del primo ping italiano, totalmente passato sotto silenzio trent’anni fa ma oggi celebrato dalla Rai come il trentesimo compleanno di internet in Italia. E infatti c’é stato il collegamento con il direttore generale della Rai che ha parlato di banda larga e digital device e pure la torta con la panna e le candeline a forma di tre e di zero. 

Insomma, le garanzie c’erano tutte dall’inizio, ma chi si fidava? Rai uno é quella che é: avevo paura che montassero il servizio sull’autobus tipo: Ecco il caso umano della povera mentecatta che va in giro a parlare con le vecchiette, oppure Arzille Vecchiette riprese sull’autobus di nascosto entrate in un giro di vetero-pornografia. Cose così insomma. A come sarebbe stato in studio non ci pensavo neanche, ero convinta di scappare prima. 

Lasciandomi aperta la via di fuga, in quello studio invece, ci sono entrata, e lì penso di aver vissuto la peggiore mezz’ora della trasferta romana. Nella sala d’aspetto c’erano una decina di vecchiette romane, due omarini di Ariccia e un blogger di Anzio che si conoscevano tra loro. “Ao, che ber pubrico che ce stà stamatina” ha detto il blogger di Anzio entrando nella saletta. “A Mario, ce stai pure tu?” Insomma, il tono era questo. Ogni tanto entrava qualcuno a interagire col gruppo, tipo le costumiste:”Semo dei costumi, ché quarcuno c’ha addosso vestiti de marca?” ” Si, io c’ho la maglia de Cincinuan, er cinese sotto casa mia” ha risposto una della vecchiette di Anzio. “Alora semo a posto, i cinesi sò ammessi”. Poi la truccatrice con un kleenex in una mano e un barattolo di cipria nell’altra che tamponava fronti e nasi, poi er microfonista che ha chiesto “chi é che devo microfonà?” Mentre pensavo alla tattica migliore per uscire da quel circo é entrata lei, Sandra Milo, in un taller beige aderente e un paio di décolleté tigrate. Una dea bionda, in età avanzata, ma ancora intatta nella sua deità. La sua entrata ha fermato i fiati: a nessuno é venuto in mente di salutarla, tutti la guardavano come si guarda la Madonna. Lei si é seduta sul divano tra due coetanee di Tor Vaianica e ha chiesto “Di che si parla oggi?” “Boh, de computer” ha risposto una delle due, “Oh, io non ci capisco niente di computer che m’hanno invitata a fare?” Inizia così la conversazione tra arzille vecchiette in cui si introducono, con congnizione di causa, Albertina e Roberta, ma soprattutto Albertina. La Milo racconta di sé, di quanto lavora a ottanquattro anni, di tre commedie e due film in un anno, l’anno scorso, dei figli, della disoccupazione, della poesia e dei poeti, che non ce n’è più. Albertina approfitta per regalarle il libro delle Arzille, lei si incuriosce quando legge Cira sulla copertina. Da quel momento mi ha guardato con occhi diversi e io mi sono innamorata di lei. Come si fa a non amare una che, in una trasmissione in cui il mandato era parlare bene di internet, dice che per lei il computer é una scatola appoggiata su un tavolo, che tanto é inutile che insistano ma a lei quella cosa lì non interessa, che a malapena sa e vuole fare i numeri per telefonare? Non ha ceduto di un passo, né davanti alla storia del signore di Messina salvato da un chirurgo di Padova dopo avergli mandato i suoi referti medici via mail, né davanti ai vantaggi che offre internet ai disabili. Lei ha quel carattere lì, che di internet non ne vuole sapere, che non insistano. 
Poi c’era l’Enrica Bonaccorti, suor Paola, che anche lei, non é che avesse proprio capito che bisognava parlare bene di internet, una psicoterapeuta, una giornalista del fatto quotidiano, altre due che non ho capito chi fossero, una signora col cane che sa fare i conti che con internet non c’entra niente ma un momento di intrattenimento puro ci voleva, no? Se no sai che fatica? La stessa fatica che ho fatto io a stare seduta là, su quel trespolo, a sudare nel palmo delle mani, che non mi succede mai, a non sapere bene cosa dire, a intravedersi sugli schermi in studio e girarsi dall’altra parte per non vedersi in Tv, a non agitarsi ancora di più. Fortuna che c’era lei, la Sandra, che mi faceva dei gran sorrisoni mentre forse pensava “Ciraaa” e mentre spegneva l’unica candelina accesa della torta alla panna. Perché quella, alla fine, l’unica candelina della torta dedicata a internet l’hanno fatta spegnere a lei, che considera il computer una scatola e di internet non ne vuole proprio sapere. Che bella la Rai Tv! E Viva Sandra Milo, dea indiscussa delle arzille vecchiette, che come ha detto l’omarino di Ariccia ha portato in quello studio una ventata de gioventù. 

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