Agosto con l’ombrello

Umbrella Lady Wide

Una vecchietta con l’ombrello stretto in una mano come se fosse uno scettro, una sporta di tela a quadroni verdi e blu nell’altra mano, la schiena piegata in giù, verso terra,  i passi piccoli e veloci,  scende alla fermata di via del Lavoro aiutata da un’altra donna. L’autobus s’è fermato distante dal marciapiede, lei deve appoggiare la punta dell’ombrello a terra per saltare giù, fare tre  passi verso il marciapiede, puntare l’ombrello sullo scalino, fare leva sui talloni e  risalire. Una gran fatica per gambe gonfie come le sue. Arrivata sul marciapede, si gira, tira su l’ombrello e con una voce da cornacchia urla: “Autistaaaa sci poteva fermare un po’ più vicino al marciapiede, veh.” La donna che l’ha aiutata rientra in autobus e lei, ancora ferma sul marciapiede a riprendere fiato,  prima che le porte si chiudono urla “Grassie scgnoraaaa!!” Piega il braccio con l’ombrello, si rigira  e parte decisa, verso  Padre Marella, trotterellando. Che poi, a pensarci bene…ad agosto e siamo ancora in giro con l’ombrello…

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