I giovani sull’autobus 21

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Alle 7,40 sull’autobus 21 tanti studenti delle superiori. Una biondina con la coda sghemba in cima alla testa e una felpa nera su cui c’è scritto An in pôs pió, ripete la lezione di fisica con una sua amica africana, con un fungo atomico di capelli crespi “La forza è un vettore che si manifesta…”. Una cinesina cede uno dei due auricolari dell’ipod alla sua amica di nazionalità indefinita mentre il classico secchione riga di lato e occhiali neri quadrati è seduto nel posto riservato agli anziani con la testa calata nel suo smart phone. Alla fermata di via Creti sale l’arzilla vecchietta di San Donato e si fa cedere il posto dal secchione. Lui si alza senza protestare e lei per ringraziarlo dice: “Grassie. Capita a tutti di diventare vecchi, scià?”. Certi giorni, a una cert’ora, essere giovani può sembrare una colpa.

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