L’arzilla vecchietta e Balzac

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Sull’autobus 21 una donna con una camicia blu e una gonna a fiori legge un romanzo. Sembra voglia entrare con la testa tra le pagine, non stacca gli occhi dal libro, li stringe come per fissare meglio le parole, trattiene il sospiro e alza le sopracciglia, scuote la testa, si morde le labbra, sospira. L’arzilla vecchietta di San Donato guarda la donna e dice alla sua amica: ‘Eh…lei lì è fortunata, ha trovato lo scrittore che fa per lei. Perchè sce trovi quello giusto, gli scrittori, fan quell’effetto lì. Ti prendono. A me una volta mi ha preso Balzac. Lo leggevo in ogni momento, non riuscivo a smettere, finchè una notte l’ho sciognato. Era coscì, che mio marito mi accompagnava a casa e lì in cucina, ci trovavo Balzac, che era il mio scecondo marito, nel scenso che ne avevo due insieme. Ma loro erano d’accordo veh, perché uno era il corpo e l’altro lo scpirito. Anzi, appena sciam entrati in casa ci sciam sctretti forte tutti e tre e sciam andati inscieme a far la scpesa…’ Dietro di lei una cubana con le cuffie sotto i capelli color bronzo, che canticchia un ritmo latino americano.

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