L’arzilla vecchietta e i bollenti spiriti

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Sull’autobus 21 un omarino con un berretto da puffo blu ha inchiodato un’ arzilla vecchietta di San Donato particolarmente in forma ed elegante. Le racconta della sua gioventù, quando ha lavorato come marinaio sulle navi, nel porto di Amburgo. Sicuramente battevano bandiera liberiana. Ha attraversato i mari del nord tra gli iceberg e le tempeste, c’era un freddo che tagliava il naso ma lui lo sopportava bene, al punto che la prima volta che è arrivato a Bologna, era il 15 di gennaio del 1956, andava in giro in canottiera. ‘Chissà che bollenti spiriti…’ gli risponde lei. Lui alza le sopracciglia, fa un sorriso sornione e le chiede ‘scende?’ Lei fa una risatina sincera, che si vede la bocca un po’ sdentata in fondo, ai lati, fa un cenno con la testa e si alza. Prenotano la fermata in via Marconi, mentre la pioggia di primavera, oggi, versa acqua a catinelle.

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