L’arzilla vecchietta e il frontale

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Cambio autobus dal 21 al 20. Sulla Porrettana una frenata improvvisa sbalza i passeggeri in avanti. Un vecchietto cade, si rompe la bottiglia di vino che ha nella borsa della spesa, l’autobus si ferma. Cos’è successo? Quello è un pazzo. Ma chi il vecchietto? Ma no, quello nell’altra corsia. Ecco. Una piccola fiat, nel tentativo di superare una lunga fila direzione centro, è entrata col suo muso nel muso dell’autobus, come in uno di quei baci così irruenti da rompere i denti. In macchina, alla guida, una non troppo arzilla, almeno al momento, vecchietta di Casalecchio. Caschetto di capelli bianchi ben pettinati, collana di perle, rossetto perlato sulle labbra, un velo di cipria. Affianco a lei il marito, Pino, con una giacca di cotone pied-de-poule e il borsello. Lui è sceso dalla macchina, lei invece, è rimasta dentro. Sembra una bambola, pallida e con gli occhioni fissi sui passeggeri che intanto sono scesi a studiare la dinamica dell’incidente. Qualcuno si chiede se è morta. Sembra non respirare. Nessuno osa avvicinarsi, finchè lei non crolla sul volante, con la testa sulle braccia, a singhiozzare. Un ragazzo si avvicina, forza la portiera e la fa scendere. Lei chiede ”Pino, ti sei fatto male? Io credevo che rallentasse…” È disperata, piange e si mortifica per tutti mentre il ragazzo, che è di Salerno, la consola dicendole “signò tranguilla, un s’è fatt male nisciuno” L’arzilla vecchietta di San Donato, che era sul 20, si avvia affranta verso la fermata successiva dicendo “Ecco…adescio diranno che alla guida z’era una vecchia… che a volte scì, può capitare che vedi dei vecchi ismiti di novanta e passa anni con la macchina, ma lei, puvretta, non è mica coscì vecchia. Z’avrà avuto al mascimo ottant’anni. Nesciuno dice che sulla strada muiono i ziovani brisa i vecchi e che ormai, a viaggiar sugli autobus è come andar sulle montagne russce”. In effetti, in questo momento, l’autista ha inchiodato dietro una macchina al semaforo giallo di viale della Repubblica e qualcuno ha già detto che a furia di frenate gli è venuto il mal di mare.

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