L’arzilla vecchietta e la gioventù

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Sotto la pioggia battente del 2 maggio l’arzilla vecchietta di San Donato aspetta l’autobus alla fermata di via Massarenti. Arriva il 36, apre le porte e tra gli altri salta giù veloce una fanciulla. Ha le gambe nude nelle galosce di gomma rosse a cuoricini bianchi. Lo sguardo basso della vecchietta sale su, ma si ferma a metà perchè non vede la gonna. Sul sedere nudo spicca un giubottino bianco, che le copre a malapena i fianchi e la pancia. L’ottantenne spalanca gli occhi con uno sguardo interrogativo, la ragazzina si gira, la guarda, inclina la testa per incrociare i suoi occhi e le sorride. Poi apre l’ombrello e parte saltellando nell’acqua, facendo cick ciack nelle pozzanghere. L’arzilla vecchietta di San Donato allora scoppia in una gran risata e dice forte: ‘La gioventù. Che bella cosa’. Si appoggia sul bastone con un sorriso felice, quasi ebete, in attesa dell’autobus 21. Ma adesso chi le dice che da qui il 21 non passa?

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