L’arzilla vecchietta e l’ossessione del cibo

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Stamattina si respira aria di vacanza sull’autobus 21. Meno gente del solito, facce più rilassate, sono comparsi i primi soprabiti dai colori chiari e qualche decolleté col tacco basso, di velluto blu. L’arzilla vecchietta di San Donato viaggia verso il mercato del quadrilatero: domani arriva suo figlio da Brussel e vuole preparargli una zuppa di pesce come la faceva la madre del suo primo marito, puvrett, che era di Vasto e alla tradizione del venerdì santo ci teneva. Qualcuno le dice che là dov’era il mercato adesso c’è una specie di mensa dove si può mangiare un po’ di tutto, una Centrale del Gusto. ‘Una cosa?’ chiede l’arzilla vecchietta di San Donato. ‘Una centrale del gusto’ ripete l’altro. ‘Ma pensa’ dice lei. ‘Volevo andare al mercato per evitare le tomelle del zentro comerziale ma quescta cosa del guscto e del mangiare ormai è un’oscescione! In televiscione ti fan vedere sciolo programmi dove fan da mangiare, sui giornali ormai ci scion sciolo ricette e cuochi e poi le diete per dimagrire, al sciupermercato ti farebbero mangiare anche gli scafali pur di vender, e adescio non sci può andare in pace neanche al mercato? Scià cosa faccio? Domani seguo la tradisione di mia madre. Digiuno.’ Prosegue fino in Piazza Malpighi, dove scende, diretta alle panchine di Piazza San Francesco illuminate dal primo sole di primavera.

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