Le arzille vecchiette e i classici russi

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L’arzilla vecchietta di San Donato sale sull’autobus 21, si porta di fronte a una donna molto alta che sta leggendo un libro scritto in caratteri cirillici e la saluta: ‘Buongiorno Ludmilla. Come scta la Cesciarina?’ ‘Si no fosse per Anna Karenina starebe bene. Ma questa storja la sta distrugendo i no vuole smetere. Mi chiede di racontare siempre di Anna i di Vronsky i piange, piange. Io deto: questo romanzo di otocento, no raconto più, raconto barzelete russe di tempo di comunismo, molto divertenti, ma lei niente. A lei piace amore dificile. A lei piace sofrire.’ ‘Eh sci…’ dice la nostra. ‘La Cesciarina è scempre stata coscì. Lei è una romantica. Quando andavamo in balera, da ragasse, lei ascpetava il prinzipe azurro e faceva la schizinosa con tutti. Poi ha scposato un roscpo, anche un po’ ismito. Puvretta.’ Intanto Ludmilla ha chiuso il libro e sulla copertina c’è scritto Лев Николаевич Толстой – Война и мир.

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