Le arzille vecchiette e il patto del tortellino

I volontari della Festa dell'Unità

Alla fermata Andreini dell’autobus 21 salgono due arzille vecchiette di San Donato serie e ben vestite. Talleur pantalone blu una, gonna a pois e giubottino leggero l’altra. Rimangono in piedi, silenziose, attaccate alla barra e intanto che l’autobus va,  guardano la strada. “Ma cosa stavi poi dicendo con la minisctra?” fa una all’altra continuando a gurdare fuori. “Eh, le sctavo scpiegando come sci tira la scfoglia ma lui lì ha cominciato a prescentarmi lo scpagnolo, l’olandese, il vattelapesca che non c’ho capito più niente”. “Eh sci” riprende l’altra, “quesct’anno c’è una bella gioventù…scion belli eh, scion tutti belli con quelle camice bianche. Anche quelli sctranieri. Però, dicevo con la Vilma, hai viscto? Là fuori sciul palco scion tutti giovani e nelle cucine a far da mangiare sciam tutti vecchi…mo sce scmettiamo noi di far da mangiare come lo fanno poi il patto del tortelino?” “oh beh…faranno con quel che c’è” chiude l’altra. Prenota la fermata in viale della Repubblica e scende seguita dalla sua amica,  che marcia seria e impettita ma col passo veloce, la borsa stretta contro il fianco e lo sguardo dritto, sulla strada.

 

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