Da San Donato in città: le arzille vecchiette dell’autobus 21 protagoniste di un libro

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E’ stato presentato domenica scorsa, durante il ‘San Lòcca Day’ e da oggi è nelle librerie e nelle edicole e si chiama proprio “Le arzille vecchiette dell’autobus 21”, casa editrice Minerva, le anziane signore che salgono nel quartiere San Donato per venire a Bologna.

A colloquio con l’autrice, Cira Santoro, a Bologna da 30 anni, con qualche pausa tra Siviglia, la Puglia, dove è nata e Sarajevo. Solitamente si occupa di teatro e attualmente lavora al teatro di Casalecchio, ma ha attraversato diverse esperienze, in particolare legate al teatro per l’infanzia.

Come è iniziata ‘l’osservazione’ delle arzille vecchiette? “Per caso e per gioco. Ho cominciato a scrivere quello che vedevo in autobus sulla mia pagina facebook, durante i viaggi sul 21 da Bologna a Casalecchio. Brevi descrizioni che coglievano una frase, un gesto, un incontro. Il 21 attraversa la periferia del quartiere San Donato ed è popolato di “arzille vecchiette” che parlano tra di loro, interagiscono con i passeggeri, si aprono con molta facilità. Hanno attirato la mia attenzione, ho cominciato a osservarle, ad ascoltarle, a scambiare qualche parola con loro parlando del più e del meno e così, lentamente, sono diventate personaggi di una narrazione più ampia, che vedeva passare sull’autobus la città con tutte le scira santoroue bellezze e le sue contraddizioni. Il loro sguardo è diventato un modo per leggere la città, per sdrammatizzare manie, per smitizzare le “voci di popolo”, per commentare storie, per smussare gli animi, a volte anche per denunciare l’indifferenza in cui siamo avvolti quando ci muoviamo da una parte all’altra della città”

E l’idea di farne addirittura un blog e poi un libro? “L’idea del blog è nata quando ho capito che queste storie stavano diventando una specie di appuntamento quotidiano per molti: ho scoperto che alcuni aprivano facebook al mattino per leggere le nuove avventure delle vecchiette, altri le copiavano e le inviavano via mail ai loro amici, le condividevano sulle loro pagine e ne parlavano. Allora ho pensato che un blog mi avrebbe permesso prima di tutto di staccare questo gioco dal mio profilo personale e poi, forse, di sviluppare un progetto. L’editore è arrivato per caso. Fabio Mauri, dell’associazione Succede solo a Bologna ha visto le storie su facebook e mi ha contattata per valutare una pubblicazione. Mi ha fatto conoscere Roberto Mugavero della casa editrice Minerva, e da quell’incontro si è concretizzata l’idea del libro”.

Credi che si tratti di un fenomeno solo bolognese? “Credo che in tutte le città del mondo le donne anziane che viaggiano in autobus si lascino andare più facilmente degli altri passeggeri a conversazioni con sconosciuti. Sono più rilassate, hanno tempo e a volte dicono di essere sole anche se hanno figli e nipoti. Il fenomeno bolognese credo che invece sia legato al carattere di queste “arzille vecchiette”: in trent’anni di vita qui ne ho conosciute tante e devo dire che la loro apertura mentale e la loro intraprendenza è davvero unica”.

Qual è l’episodio delle più eclatante al quale hai assistito? “Non saprei… Sicuramente la prima che mi ha fatto capire che ero di fronte a una fonte inesauribile di storie è stata una vecchietta che vedo spesso al mattino. Curatissima, anche un po’ bizzarra nel suo modo di vestire, ha un figlio monaco buddista di cui parla spesso. È stralunata, leggera, un essere che vive in un mondo tutto suo ma aperta e disponibile con tutti. Più che gli episodi eclatanti mi hanno affascinato le piccole storie quotidiane, le vite che si colgono, o che puoi immaginare, in un breve tragitto in autobus, i rapporti tra amiche (le trovo bellissime con quell’intimità raccontata su due sedili di autobus), le tenerezze che a volte si scambiano con i loro vecchi mariti o fidanzati”.

Progetti futuri? “Non saprei cosa dirti… In un anno mi sono ritrovata ad essere blogger e scrittrice senza neanche aver avuto il tempo di immaginarlo. È successo tutto così velocemente… Per il momento rimango qui con le mie vecchiette e il mio lavoro che è già tanta roba. Poi, non so… Comunque ho raccolto tante storie che sono ancora chiuse nel mio taccuino”.

Per leggere il pdf clicca qui Noemi di Leonardo_Bologna Today _15-10-14

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