Buon Anno 


Stamattina sull’autobus 21 una donna si lamentava con un’altra passeggera che stava rispondendo a un messaggio di auguri sul suo telefonino,  che tutti questi auguri la stavano facendo diventare matta: auguri di qua, auguri di là, e Buon Natale e Buon Anno e wathapp, e facebook, e le mail e gli sms e le telefonate e la fava e la rava. Lei che é  una donna social sin dall’inizio, diceva che non ne poteva più di tutti quegli auguri virtuali quando poi, passa tutto il giorno da sola in casa davanti al computer ad aspettare la domenica che si affacci suo figlio con la nuova fidanzata  per mangiare una cosa decente e chiedere soldi. Nel condominio poi, non la saluta più nessuno, che tanto son tutti stranieri, comunisti e drogati. Insomma la donna, avanti con l’età, sembra appartenere a quel genere sempre piu numeroso di cittadini rancorosi molto attivi sui social ma poco socievoli e stamattina, 2 gennaio 2017, sta inondando l’autobus di tutto il suo odio, anche se nessuno intorno le risponde.  Solo Nirvana, salita alla fermata di via Mondo e un po’ defilata per via del brutto raffreddore che non la lascia in pace da mesi, dopo l’ennesimo “auguri di qua, auguri di là, ma cosa me ne faccio di tutti questi auguri?” risponde con una forte voce nasale:”Non stia lì a darsi pena, che fatti a lei son come fatti a un muro di gomma. Rimbalsano.” Buon 2017 dall’autobus 21 

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Piccolo dramma della gelosia 


Una arzilla vecchietta trafelata é arrivata sull’autobus 21 e si é seduta di fronte a un omarino sui 65 anni. Ha chiesto “posso pestarle un piede?”, lui l’ha guardata basito senza rispondere ma lei gli ha messo la sua sporta piena di spesa sulle gambe. “Non è mica pesa”, gli ha detto facendogli l’occhiolino mentre lui rimaneva sempre più basito. “Va a casa a fare il soffritto?” le chiede una donna seduta affianco all’uomo. “Ah no, mangio un panino io, anzi, oggi insalata con l’uovo sodo. Io per il mangiare, non ne voglio mezza”. Prende la sua sporta dalle gambe dell’omarino così basito da sembrare una fotografia marmorizzata, si alza e va verso l’uscita mentre la donna seduta la saluta “arrivederci sa e stia ben in piedi”. Poi ride e dando di gomito all’omarino basito dice: “non é mica un bel complimento dire stia ben in piedi”. Ecco, io se fossi regista di cinema con certe mattine così ci farei dei film che parlano d’amore. 

Vecchiette che se ne vanno 


Ieri sera ho visto uno spettacolo che parlava di quattro vecchiette greche che in piena crisi greca si sono suicidate per “togliere il disturbo”. Lo spettacolo si intitolava proprio così: “ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni” ma non era uno spettacolo con la verosimiglianza, dove c’erano quattro vecchiette in scena, colpite dalla crisi, a cui tagliano la pensione sociale e poi non trovano i medici perché questi sono sono in sciopero e poi, quando tornano i medici, scoprono che devono pagarsi le medicine perché non c’é più la mutua e allora decidono di suicidarsi perché così lo stato risparmia sulle loro pensioni e si toglie pure un peso. No, niente di tutto questo, cioé si, si parlava di questo ma a farlo c’erano due donne e due uomini che dicevano che dovevano fare le vecchiette ma siccome non erano pronti a farlo facevano quel giochino che dicevano di non essere pronti ma invece dicendo di non essere pronti la storia ce l’hanno raccontata tutta fino alla fine. Una storia triste, ma lo spettacolo in certi momenti faceva ridere. E allora ho pensato alle mie vecchiette che certe volte fanno ridere, ma poi, penso che ad andare fino in fondo, se uno le legge bene, forse stanno raccontando una storia triste. La differenza é che loro non se ne vanno, stanno sull’autobus 21 e girano, e forse, anche io non sono pronta a raccontarle e allora sto solo facendo finta. A parte questo, che non c’entra niente con quello che volevo dire, lo spettacolo é davvero bello, i quattro attori, anche se non fanno le vecchiette, molto bravi e se riuscite, volevo suggerirvi di andare a vederlo. Ci sarebbe da organizzare delle arzille brigate teatrali. 

Questo il link per chi vuole saperne di più sullo spettacolo 

Le arzille vecchiette alla Festa dell’Unità 

 Ci sono storie da raccontare, un libro da leggere e presentare. Le protagoniste: le arzille vecchiette dell’autobus 21, ribelli indomabili in giro per la città, aperte, curiose, che curano il loro cervello più di ogni altra cosa. “Perché, sei hai la testa, hai tutto” mi disse una volta la Luciana, un’arzilla vecchietta che faceva la portinaia al Teatro Storchi di Modena e considerava l’intelligenza la vera bellezza di una donna e la sua risorsa più importante.

É tempo di uscire dall’autobus e incontrarle alle Feste dell’Unità, dove qualcuna ancora fa la sfoglia ma senza mai perdere di vista il mondo, quello fuori da lì, che spesso non ha la forza di reagire o reagisce male. E anche se a volte non é d’accordo, non capisce e vorrebbe una politica più giusta e piu vicina alle persone, non smette di partecipare perché é cosi che si rimane libere.

Grazie alla Conferenza delle Donne del Pd e a Federica Mazzoni, che ha colto lo spirito profondo che le anima e ha acceso la miccia, Le arzille vecchiette dell’autobus 21 si apprestano a fare un giro nelle feste dell’Unità di quartiere e di provincia, insieme alle bravissime Roberta Biavati e Albertina Malferrari che ne leggeranno dei brani, con il loro accento petroniano e la grazia di chi non vuole smettere di guardare alla vita con divertimento e ironia.

Io ci sarò, con loro e con chi di volta in volta lo presenterà. Naturalmente non potevamo non iniziare dal mitico Quartiere San Donato, vera fucina di arzille vecchiette. In questo post, le date aggiornate.

20 settembre alle ore 18.00: presso la Libreria della Festa dell’Unità Provinciale. Saranno con me, a commentare il lavoro, Giancarla Codrignani e Federica Zanetti  a intervistarci la giornalista Camilla Ghedini.
Letture ad altra voce di Roberta Biavati e Albertina Malferrari
In collaborazione con la Conferenza delle donne PD Bologna

8 agosto ore 21: Festa dell’Unità di Casalecchio di Reno, modera Cristina Bartolini, coordinamento donne del PD.

9 luglio, ore 21: Festa dell’Unità di Castel Maggiore, modera Federica Zanetti, prof.ssa Didattica e Pedagogia speciale Università di Bologna.

5 luglio, ore 21,00: Festa dell’Unità Reno- Porto-Saragozza,  Parco Nicholas Green,   via Saragat, Modera Federica Mazzoni, coordinamento donne del PD, Annachiara Strapazzon, segretaria Unione Pd quartiere Porto. Legge Roberta Biavati.

23 giugno ore 21: Libreria Festa Unità della Cicogna. Saranno presenti Federica Mazzoni, Responsabile Coordinamento Provinciale Donne PD Coordina l’Assessore Comunale Marina Malpensa

6 giugno, ore 19,00: Festa dell’Unità di San Donato, Parco Parker-Lennon, via del Lavoro, Bologna. Presenta il prof. Campione, psicologo, tanatologo

6 giugno ore 21,00: Festa dell’Unità di Zola Predosa, va dello Sport 2, Zola Predosa, Presenta Mafalda Zanni, modera Liviana Neri del Coordinamento Donne del Pd

 

Strani e stranezze sull’autobus 21

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Stamattina c’é della gente strana sull’autobus 21. Strana non significa niente, lo so, é un aggettivo che non bisognerebbe mai usare per descrivere gli altri, ma come la racconti una donna con i capelli corti, sudati, con un raffreddore che non respira, il labbro inferiore penzoloni e un accendino bic nelle mani? E un barbone a metà tra un baba indiano e Sant’Antonio, puzza di animali compresa? E una ragazza manga con gli occhiali grandi neri e la cuffia rosa che manda emoji dal suo telefonino? E un uomo sui quaranta seduto in punta alla sedia che guarda fisso tutte le donne sotto i quaranta? E un’italiana col velo che copre il suo bambino nel passeggino con un pesante plaid rosso e blu? E una nera alta uno e ottanta di corporatura ben visibile con la parrucca ramata, vaporosa e boccolosa? E un ometto con un grande sacco di roba sulle gambe, stretto tra le braccia come una valigia di gioielli? Son strani, non ci sono altre parole per descriverli, tutti lì concentrati in quel piccolo spazio. In piazza dell’Unità sale una classe delle Laura Bassi di ritorno da due ore di educazione fisica. “Eh ban ban” dice l’arzilla vecchietta di San Donato che oggi ha le lune “ci mancavan solo loro” “Ma scion coscì carini” le risponde la Nirvana. “Appunto” dice lei, e si gira a guardare fuori dal finestrino. Ci son delle mattine che morde ed é meglio lasciarla stare. Intanto, dal sedile dietro al mio, sento una donna con una voce da soprano canticchiare piano l’Internazionale Comunista a ritmo di marcia.

Botte da orbi sull’autobus 21

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Sono giorni movimentati sugli autobus di Bologna. Ieri mattina sull’autobus numero 20 dalla Croce di Casalecchio fino al fiume Reno c’erano tre ubriaconi con una bottiglia di plastica piena di grappa a basso costo, dall’odore forte e l’effetto ridanciano. Urlavano e sbraitavano in una lingua slava, sembrava che si divertissero molto e l’odore dei loro fiati annichiliva ogni buon naso. A un urlo particolarmente sguaiato l’autista si é fermato, ha aperto lo sportellino della sua postazione si é girato verso i tre e ha urlato: “Ma allora, la smettiamo? Qui non siamo mica all’osteria”. I tre si sono calmati e quello che stava in piedi si è seduto in braccio agli altri due, ha preso la bottiglia e si è messo a ciucciare come un lattante. Intanto i giornali hanno scritto che sull’autobus 21 un italiano di sessantadue anni, residente a Ferrara, abbia dato il bastone da passeggio in testa all’autista provocando un po’ di parapiglia e qualche escoriazione e che sul 14 qualcuno senza biglietto abbia aggredito i controllori, ma questa é una cosa normale, non fa più notizia e non si capisce perché lo abbiano scritto. Di queste botte da orbi sull’autobus 21 stamattina ne parla Nirvana con la sua amica Vilma: “Eh va là va là va là. Non mi meraviglio di niente. C’è in giro tanta di quella miseria che ormai sciam pieni di violenti, egoisti e scbandati. C’é solo una cosa che non mi quadra.” “Cosa?” chiede Vilma. “Un giovane che va in giro col bastone da passeggio. È proprio vero che sctiam tornando indietro”. Dicendo così tira fuori dalla borsa un fazzoletto un po’ liso bordato di pizzo, si toglie gli occhiali e li pulisce. Se non si riesce a ripulire il mondo, almeno lei tiene pulito lo sguardo.

L’arzilla vecchietta e il sito Bdsm

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Sull’autobus 21 ho incontrato Nirvana. Appena mi ha visto mi fa segno di avvicinarmi a lei. Mi vuole dire che ha letto il mio libro. Le é piaciuto, ci sono delle cose molto divertenti, altre che sono delle chicche, ha detto così, delle chicche, quasi una poesia. Poi mi ha chiesto seria: “Scolta Cira, però non ho capito una cosa. Cosc’é un scito porno Bdscm?”. Lì per lì non capisco, poi mi ricordo della storia della vecchietta vestita di pelle nera e borchie che avevo visto in Montagnola, che descrivo nel libro come una schiava uscita da un sito porno bdsm. Le dico che é un modo di fare sesso un po’ bizzarro, sto sul vago, ma lei vuole sapere. Intanto: “Cosa scignifica escattamente Bdsm?” “Bondage, cioè legamenti con le corde” comincio io rossa come un peperone e decisamente imbarazzata perché di cose così é difficile che ne parli anche col mio fidanzato, figuriamoci con una che potrebbe essere mia madre, “domination, cioé dominazione, sado-masochismo” e su questo chiudo ingoiando saliva. “Andrò a vedere”, mi dice lei. “Ma no, Nirvana, non ci andare, non importa sai, non é che siano siti così interessanti” provo a dissuaderla, vergognandomi di averla indotta ad andare a vedere, alla sua età, gente legata come culatelli e genitali infilzati come arrosticini. “Beh…che problema c’é…Io vado a vedere tutto”, mi risponde, “poi sselgo…”
L’aria stamattina é gelata, c’é un sacco di gente col raffreddore e l’influenza ma il cielo é limpido. È una di quelle giornate che potresti sentirti ottimista e pensare che stiamo vivendo tempi belli.

L’arzille vecchiette e le piccole prepotenze sull’autobus 21

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Affianco all’arzilla vecchietta di San Donato si é seduta una giovane cinese da capitalismo avanzato. Alta, glamour, con la minigonna, i lunghi capelli curati che le cascano sulle spalle, un po’ arruffati un po’ no, una schopper di Gucci appesa al braccio. Col suo musetto cinese imbronciato si siede in diagonale sul sedile, mollemente appoggiata al braccio dell’arzilla, tira fuori un iphone bianco, piega il collo da cigno e comincia a scrivere sms in mandarino. L’arzilla vecchietta di San Donato rimane compressa tra la cinese e il finestrino, ogni tanto prova a scrollarsi di dosso la signorina con piccoli movimenti delle spalle ma questa sembra totalmente immune al mondo esterno. Dopo tre piccoli scuotimenti, l’arzilla vecchietta spinge delicatamente la cinese e indicando il suo braccio chiede: “Le é comodo?”. La cinese si gira, la guarda dall’alto in basso, si rigira e senza cambiare posizione ricomincia a digitare ideogrammi. “Guardi che scto parlando con lei, mica col mio gatto”. La cinese la riguarda con aria aristocratica, questa volta le gira definitivamente le spalle e continua la sua chat, invadendo ancora di più lo spazio della vecchietta. “Oh, ma allora fa apposcta….Eh ma non funsiona mica così eh…” Prende la sporta verde della coop che é ai suoi piedi, la solleva e la infila tra sé e la cinese spingendo la ragazza con una certa veemenza. Questa, dopo lo scossone finalmente capisce, riprende l’equilibrio, si gira, si sposta sul bordo del sedile e lascia spazio alla sua vicina che tira su il mento, allarga le spalle e guarda davanti a sé col braccio paffuto mollemente appoggiato sulla spesa. In certe situazioni é inutile dir delle parole. I piccoli scontri é meglio risolverli con piccole azioni di resistenza. L’importante é non lasciarsi sopraffare.

L’arzilla vecchietta e il kindle

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Sull’autobus 21 una arzilla vecchietta di San Donato con una coppola a spicchi blu, si siede al posto riservato agli anziani. Di fronte c’é una sua coetanea che non vedeva da tempo.
“Oh ciao, veh….chi sci vede” la saluta.
“Sei ancora in circolazione?” le chiede l’altra.
“È un po’ prescto per andare…” risponde la prima.
“Ma cosa hai capito? Volevo dire scei ancora attiva coi tuoi giri?”
“Mo sci eh, non sciam mica tanto vecchie…Veronesi ha detto che non è una quesctione anagrafica, è tutta di testa”
“Eh sce lo dice lui…”
“Ha detto che oggi é normale essere come Napolitano…Quanti anni ha Napolitano?”
“È del ’25. Due anni più piccolo di me”
“Ecco, Veronesi ha detto che adescio é normale arrivare alla nostra età come lui”
“Beh, ci sarà anche qualcuno che ciocca”
“Oh beh sci….ma quello succede anche prima”. Così, troncando brutalmente la conversazione, l’arzilla vecchietta con la coppola a spicchi blu tira fuori un kindle e si mette a leggere. In effetti alcuni ci mettono del tempo ad invecchiare. E a cioccare ci pensino gli altri.

Calendario dell’Avvento 21#- Le arzille vecchiette in biblioteca

XCatalogo ISBN BOlogna

Le arzille vecchiette di San Donato sono entrate nel catalogo del Polo Bolognese del Servizio Bibliotecario Nazionale. L’autobus 21 ha fatto un giro diverso dal solito ed è arrivato in Sala Borsa, nella biblioteca comunale del quartiere Navile ‘Casa di Khaoula’  e nella biblioteca comunale del quartiere Reno ‘Orlando Pezzoli’. In questo momento tutti e tre i volumi sono fuori, in prestito, ma a questo punto va detto: le arzille vecchiette di San Donato son portate per la cultura, anche se soltanto fino a certo punto.

A Natale regala Le arzille vecchiette dell’autobus 21