L’arzilla vecchietta sulle strisce pedonali

a passeggio tra donne

Fuori dall’#autobus21. Un vecchietto un po’ distratto al semaforo di via San Donato. C’è il rosso per i pedoni ma lui avanza baldanzoso e si ferma solo quando sta per essere investito dalla fila di macchine partite a razzo. L’arzilla vecchietta di#sandonato ferma affianco a me dice ‘se fossce mio marito gli direi di andare ancora un po’ più avanti’ ‘Ma come, lo spingerebbe sotto le macchine?’ ‘No spingerlo no. Gli darei un consciglio…’ Io rido. Il vecchietto si gira verso di noi, ci guarda e ride pure lui. Arzilla vecchietta versus umarell

 

Thanks for the picture to Des Brophy 

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Agosto con l’ombrello

Umbrella Lady Wide

Una vecchietta con l’ombrello stretto in una mano come se fosse uno scettro, una sporta di tela a quadroni verdi e blu nell’altra mano, la schiena piegata in giù, verso terra,  i passi piccoli e veloci,  scende alla fermata di via del Lavoro aiutata da un’altra donna. L’autobus s’è fermato distante dal marciapiede, lei deve appoggiare la punta dell’ombrello a terra per saltare giù, fare tre  passi verso il marciapiede, puntare l’ombrello sullo scalino, fare leva sui talloni e  risalire. Una gran fatica per gambe gonfie come le sue. Arrivata sul marciapede, si gira, tira su l’ombrello e con una voce da cornacchia urla: “Autistaaaa sci poteva fermare un po’ più vicino al marciapiede, veh.” La donna che l’ha aiutata rientra in autobus e lei, ancora ferma sul marciapiede a riprendere fiato,  prima che le porte si chiudono urla “Grassie scgnoraaaa!!” Piega il braccio con l’ombrello, si rigira  e parte decisa, verso  Padre Marella, trotterellando. Che poi, a pensarci bene…ad agosto e siamo ancora in giro con l’ombrello…

L’arzilla vecchietta rimasta vedova

Angelo

Sull’autobus 21 sale un’arzilla vecchietta di San Donato. Indossa un giacchino blu, fatto all’uncinetto, legato al seno con un fiocco nero. Porta la sua schiena curva e la classica nuvola di capelli bianchi fino ai posti riservati e si siede di fronte a una donna del quartiere. Questa appena la vede la saluta calorosamente. Ha saputo da una vicina che la povera è rimasta vedova da pochi mesi e sfiorandole il dorso della mano le fa le condoglianze. “Mi dispiace”  sussurra. “E di cosa?” risponde l’altra sollevando gli omeri. “Aveva novant’anni. Era ora”.  Si tira su nel tentativo vano di raddrizzare la schiena e vedere meglio cosa succede fuori dal finestrino. Due cingalesi scaricano cassette per il negozio di frutta e verdura mentre una donna obesa trascina un trolley colorato e un marocchino fuma una sigaretta davanti alla macelleria islamica. La vicina fa finta di sorridere e rimane con lo sguardo sulla vecchietta che, pare, sia stata con lui sessantaquattro anni. Ma l’autobus non è un posto per parlare d’amore.

Amore autunnale sull’autobus 21

amore

Alla fermata di via del Lavoro una coppia di arzilli vecchietti aspetta sotto la pensilina. Lui tiene l’ombrello aperto, lei si tiene stretta al braccio di lui. Quando arriva l’autobus 21, lui l’accompagna fino alla scaletta, si assicura che non cada, chiude l’ombrello e sale su. Una donna si alza e fa sedere lei mentre lui tira fuori i biglietti. Un’altra donna, seduta dal lato opposto del corridoio, gli chiede se vuole sedersi ma lui risponde “No grassie, vado vicino a lei. É scesciantaquattro anni che sciamo inscieme”. La vecchietta lo guarda, non dice niente e aspetta silenziosa che lui abbia finito di timbrare. L’autobus si riempie come una scatola di sardine, dice al cellulare un ragazzo alto con gli occhiali, ma il vecchietto, in piedi al fianco dell’arzilla vecchietta, con le mani appoggiate agli schienali, sembra proteggerla dalla folla.

L’arzilla vecchietta e il microzip

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Un signore con la barba bianca e gli occhiali sale sull’autobus 21 col suo nuovo abbonamento. Lo infila nella fessura in alto sulla macchinetta, ma questa lo respinge gracchiando. Lo gira dalla parte opposta, lo infila di nuovo nella fessura ma la macchina torna a gracchiare e a sputare. Si guarda attorno in cerca di aiuto e un altro signore col loden verde si alza e va verso di lui. Prende l’abbonamento in mano, preme i tastini colorati che sono sulla macchinetta, poi appoggia l’abbonamento sopra l’adesivo, ma non succede niente. L’altro allora riprende il suo abbonamento, si toglie gli occhiali, si piega per leggerlo, lo gira da una parte, poi dall’altra, lo reinfila nella fessura ma la tessera questa volta viene sputata direttamente sul pavimento. L’arzilla vecchietta di San Donato a questo punto interviene: “non z’è mica bisognio di far niente, scià? Lei, quando passcia il controllore, fa coscì ” dice alzando il braccio sopra la spalla e mostrando il palmo della mano , “ed è tutto a poscto. Mi hanno detto che quescta tesscera z’ha un microzip che regisctra tutto. Anche quando si sciale sull’autobus” L’uomo la guarda basito ma lei continua: “L’han fatto per gli sctranieri. Loro lì, in europa, scion abituati coscì”. Eccola l’ europa lontana da noi ed ecco come quell’uomo, poveretto, uno di questi giorni a nome dell’europa si prenderà una multa perché non ha trovato le istruzioni per l’uso. A proposito, qualcuno sa come fare?

rete critica dell’autobus 21

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A teatro ieri sera c’era Cantando sotto la pioggia con la Compagnia di operette. Tra il pubblico un tripudio di arzille vecchiette accorse da Bologna e Provincia in strass, cofane e astrakàn. All’uscita sono tutte più belle, sorridenti, e quelle che ce l’hanno affianco, sembra che amino di più il marito. Qualcuna viene da me per commentare.  ‘Scignora, quescta volta z’erano meno ballerine…’ ‘mah…non saprei…’ L’arzilla vecchietta di San Donato,  in attesa di essere accompagnata alla fermata dell’autobus 21, risponde ‘mah…evidentemente la commedia vuole coscì. Mancava sciolo il mantello rosscio della protagoniscta. Io lo sciò perchè mia nipote l’ha fatta con il pattinaggio artisctico’ ‘Mo che mantello…sce sciolo sciapessci chi è la cosctumista le farei i complimenti.’ Rete critica dell’autobus 21

La generazione Leopolda

Piombino- generazione ruota della fortuna

#autobus21 e le due arzille vecchiette di #sandonato che parlano della nuova segreteria “Ieri ho visto il nuovo segretario alla Tv…non voglio mica dire…mi scembra bravo eh…. sciolo un po’ coscì….come dire ….un po’ scpanizzo…” “Mia figlia che l’ha votato dize che adesscio tocca a lui e alla generasione della Leopolda” dice la sua amica. “Sciarà…non sciò chi scia Leopolda ma a me quescti qui mi scembrano la generasione che ha giocato alla Ruota della Fortuna e ha vinto”. Lei forse non lo sa ma un nesso, in effetti, c’è.

Zi vediamo a Cascialecchio

Autobus21 e la conversazione del più e del meno. Quando l’arzilla vecchietta di San Donato sente che lavoro al teatro di Casalecchio, mi dice: ”’scolti…ieri scono andata al Comunale di Bologna. Sci può fare qualcosa? Sotto il portico c’era una pussa di pipì che non sci respira…Io andrei lí con la candeggina….gratisc…dice che funziona la candeggina?’ Le avrei voluto suggerire di organizzare le ‘arzille brigate teatrali’ ma ero già arrivata alla fermata. Scendendo le ho solo detto che la aspetto al teatro di Casalecchio e col sorriso negli occhi mi ha risposto ‘Scens’altro scignorina. Zi vediamo a Cascialecchio’