Presentazione del libro

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Giovedì 13 novembre alle ore 18 sarà presentato al GRAF San Donato, in p.zza Spadolini 3, (la piazzetta di fronte alla sede del Quartiere San Donato) il libro Le Arzille Vecchiette dell’Autobus 21, di Cira Santoro, con le illustrazioni di Antonio Baldassarro, Minerva Edizioni.

Interverrà
Simone Borsari
Presidente del quartiere San Donato

Modera
Paola Gabrielli
giornalista del Corriere di Bologna

Legge
Elena Galeotti

Alle “arzille vecchiette” di San Donato che prendono l’autobus 21, periferia-centro, non sfugge nulla: redarguiscono chi guida, commentano i fatti del giorno sul bus, osservano chi sale e chi scende con ferocia e disincanto. La versione al femminile degli umarells protagoniste (a loro insaputa) del blog-cult di Cira Santoro. Forse un modo di leggere questo libro è portarlo con sé nei viaggi in autobus, qualunque autobus di qualunque città italiana, così da riconoscere i personaggi, i tipi, le situazioni e guardarli con gli
occhi delle arzille vecchiette per non arrabbiarsi e riderci sopra.
Short stories, storie brevi ma intese come piccole istantanee, raccontano il microcosmo dell’autobus. I discorsi occasionali, le frasi che si colgono in una
conversazione al cellulare, gli sguardi, le persone in questo libro diventano brandelli di vita, piccoli quadri in cui sono racchiusi pensieri, sensazioni, sentimenti di un anno da pendolare vissuto insieme alle arzille vecchiette dell’autobus 21 che, con il
loro accento bolognese e la tolleranza propria di questa città rappresentano una sorta di resilienza all’alienazione metropolitana.
(uff. stampa Minerva edizioni)

L’arzilla vecchietta, le latine, il mastino e il bambascione

C-406-2 Canis lupus familiaris Mastiff

Alla fermata dell’autobus 21 ci sono due amiche latinoamericane. Una ha un bambino, l’altra un cagnolino, un mastino nano. Una ha la minigonna con la t-shirt aderente, l’altra i pantaloncini di jeans inguinali e una canottiera da cui spunta un seno importante. Un ragazzo sui venticinque anni con la camicia bianca e i pantaloni beige, tipo agente immobiliare in erba, a furia di guardarle non riesce più a muovere la pupilla. Sembra inebetito. Loro evidentemente sono abituate e continuano a chiacchierare come se niente fosse, anzi, un po’ ci fanno, e sembrano contente di questa attenzione. L’agente in erba non sa come attaccare bottone e quando si ricorda che per parlare deve chiudere la bocca, deglutire ed emettere il fiato chiede: “quanti anni ha?… Una delle due risponde très, ma non si capisce se stanno parlando del cane o del bambino. Arriva l’autobus e salgono tutti su. Le due si siedono di fronte all’arzilla vecchietta  di San Donato, entrambe in quel sedile per obesi troppo grande per uno, troppo piccolo per due. Chiudono l’accesso ai sedili col passeggino, prendono il bambino in braccio, infilano il  cagnolino tra le loro gambe e quelle della vecchietta e lasciano il bambascione fuori dal cerchio magico, alle loro spalle. Le latine continuano a hablar asì, de natural, mandano messaggi, si guardano nel vetro del finestrino e si sistemano i capelli. Anche il cagnolino per la verità fa come se fosse a casa sua e dopo un po’ si stende sui piedi dell’arzilla vecchietta che, lasciando che si rilassi piacevolmente contro le sue gambe, chiama il mammalucco e dice: “scolti ben sciabadone. Sce sci vuol sctendere anche lei qui per terra c’è poscto, scià. Coscì magari sce le cadono gli occhi fa prima a raccoglierli”. E non c’è neanche l’aria condizionata…