L’arzilla vecchietta di San Donato e la chiusura dell’Unità

Unità pagine bianche

Sull’autobus 21 due anziani e un’ arzilla vecchietta di San Donato parlano della chiusura dell’Unità. Uno è dispiaciuto, l’altro è critico col giornale, lei ascolta. “Hai scentito? L’han poi chiusa l’Unità”  dice il primo. “Eh, me l’aspetavo e un po’ sce lo meritano, veh.  Eran degli anni che quell’unità lì che portavamo nelle case noi, non esiscteva più…” “Ah sci eh, però eh…insciomma…” “La clasce operaia per loro era scparita. Sce penso che han appogiato Monti e la Fornero…Ragassi…Bisciogna dirlo…” “Sci è vero, hai ragione, ma anche sce non ero scempre d’acordo, io tutte le matine la legevo lì dalla bacheca davanti alla coop. Coscia ci metiamo adescio lì da leggere?”, “Io proporei il libro di Pinocchio a puntate, sensa figure, però ” risponde lei, chiudendo brutalmente la conversazione. Chissà, forse ha ragione: non ci restano che i libri per tornare umani in carne, ossa e cervello e non rimanere burattini di legno.

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Le arzille vecchiette e il patto del tortellino

I volontari della Festa dell'Unità

Alla fermata Andreini dell’autobus 21 salgono due arzille vecchiette di San Donato serie e ben vestite. Talleur pantalone blu una, gonna a pois e giubottino leggero l’altra. Rimangono in piedi, silenziose, attaccate alla barra e intanto che l’autobus va,  guardano la strada. “Ma cosa stavi poi dicendo con la minisctra?” fa una all’altra continuando a gurdare fuori. “Eh, le sctavo scpiegando come sci tira la scfoglia ma lui lì ha cominciato a prescentarmi lo scpagnolo, l’olandese, il vattelapesca che non c’ho capito più niente”. “Eh sci” riprende l’altra, “quesct’anno c’è una bella gioventù…scion belli eh, scion tutti belli con quelle camice bianche. Anche quelli sctranieri. Però, dicevo con la Vilma, hai viscto? Là fuori sciul palco scion tutti giovani e nelle cucine a far da mangiare sciam tutti vecchi…mo sce scmettiamo noi di far da mangiare come lo fanno poi il patto del tortelino?” “oh beh…faranno con quel che c’è” chiude l’altra. Prenota la fermata in viale della Repubblica e scende seguita dalla sua amica,  che marcia seria e impettita ma col passo veloce, la borsa stretta contro il fianco e lo sguardo dritto, sulla strada.

 

Poesia squinternata del Primo Maggio sull’autobus 21

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Il primo maggio sull’autobus 21.
Le arzille vecchiette di San Donato
vanno alla festa in Piazza Maggiore.
Ci son quelle che han lavorato come formiche
e quelle che han cantato tanto,
ma a guardarle da qui, tutte insieme,
sembra un’unica famiglia.
Chissà se pensano al lavoro.
Al loro no, hanno già dato.
Una è in disparte persa nell’oblio,
un’altra racconta di quando si chiamavano compagne,
una snocciola i lavori che ha cambiato,
un’altra parla di sua figlia che è rimasta senza.
Il quartiere di cicale e di formiche ė tutto qui
su quest’autobus che adesso sale su,
veloce, sul ponte di Galliera.